Rifare l'impianto elettrico

Rifare l'impianto elettrico di un appartamento richiede di solito una o due settimane, più il tempo per richiudere le tracce e ridipingere. Lo fa un installatore abilitato, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità. Il costo dipende soprattutto da quanti punti servono, dai muri in cui passano i cavi e dal quadro.

Redazione DomusQuote, aggiornato il 13 ottobre 2026

Costo indicativo
3.942 – 10.052 €, IVA esclusa
Durata
1-2 settimane, più i ripristini
Pratica
Di solito nessuna in Comune; la dichiarazione di conformità a fine lavori
Chi lavora
Elettricista abilitato (lo dice la visura camerale), impresa edile per tracce e ripristini
SoggiornoCameraBagnoQuadrocucinalucipresebagno7,00 m5,00 m
  • Linee separate che partono dal quadro: cucina, prese, luci, bagno
  • Prese (quadrati) e punti luce (cerchi)
  • Porta
  • Finestra
Ambiente
Appartamento, due locali e bagno
Superficie
35 m²
Disegno
Pianta, scala indicativa
Un piccolo appartamento di esempio. Ogni linea ha la sua protezione nel quadro: se scatta quella della cucina, le luci restano accese. Quanti punti e dove si decide con l'elettricista, prima delle tracce.

Cosa comprende il lavoro

Un rifacimento completo comprende lo smontaggio dei vecchi cavi, le tracce nei muri, le nuove tubazioni e scatole, i cavi, le prese, gli interruttori e i punti luce, il quadro nuovo e il collegamento all'impianto di terra. Alla fine l'elettricista prova l'impianto e rilascia la dichiarazione di conformità.

Chiudere le tracce, rifare l'intonaco e ridipingere sono lavori da muratore e da pittore: chiedi se sono nel preventivo o a parte. È la differenza più frequente fra due preventivi per lo stesso impianto.

Prima di chiedere i preventivi, fai la lista delle stanze con quante prese, punti luce e interruttori vuoi in ognuna. Una casa di oggi ne chiede molti più di una di trent'anni fa: elettrodomestici, ricariche, rete, televisori.

La norma CEI 64-8 fissa, per ogni stanza, il minimo di prese, punti luce e linee separate, su tre livelli: 1 è il minimo, 2 e 3 sono più completi. Chiedi che ogni preventivo scriva a quale livello è fatto l'impianto: due preventivi allo stesso livello sono davvero confrontabili.

Controlla anche che l'elettricista sia abilitato: chiedi la visura camerale dell'impresa e guarda che riporti l'abilitazione per gli impianti elettrici (DM 37/2008, lettera A). Senza, la dichiarazione di conformità non vale.

Quanto costa

3.942 – 10.052 €

Fascia di riferimento su 80 m², IVA esclusa, con i prezzi del catalogo DomusQuote, aggiornati al 9 ottobre 2026. È una stima, non un preventivo né un prezzario ufficiale. Le lavorazioni comprese, voce per voce.

Cosa sposta il conto più di tutto il resto:

  • Quanti punti, e a che livello. Prese, punti luce, interruttori e prese dati: l'impianto si conta a punti. La norma CEI 64-8 fissa il minimo per ogni stanza su tre livelli, dal 1 (il minimo) al 3: il computo li stima dal livello che scegli, se non li hai contati.
  • Dove passano i cavi. Tracce su muri in mattoni pieni o in pietra costano più che su tramezzi forati o cartongesso; ripristinare intonaco e pittura dopo le tracce è un costo a parte.
  • Il quadro. Un quadro nuovo con più linee separate (cucina, bagno, prese, luci), le protezioni aggiornate e lo scaricatore contro le sovratensioni è la parte che rende l'impianto sicuro, e ha un suo costo. Piano a induzione, forno e lavatrice vogliono ciascuno la sua linea.
  • Domotica e extra. Tapparelle motorizzate, videocitofono, predisposizione per il fotovoltaico o la ricarica dell'auto: aggiungono linee e componenti.

Il conto voce per voce, con le lavorazioni comprese, è nella pagina quanto costa rifare l'impianto elettrico.

I lavori, nell'ordine

  1. Sopralluogo dell'elettricista e lista dei punti, stanza per stanza.
  2. Posizione dei mobili, soprattutto della cucina: decide dove vanno le prese.
  3. Smontaggio del vecchio impianto, con la corrente staccata.
  4. Tracce nei muri e posa di tubazioni e scatole.
  5. Chiusura delle tracce e intonaco.
  6. Cavi, quadro nuovo e collegamento alla terra.
  7. Pittura, poi prese, interruttori e placche.
  8. Prove dell'impianto: misura della terra, prova dei salvavita e dell'isolamento dei cavi. Poi la dichiarazione di conformità, con allegati il progetto, lo schema del quadro, l'elenco dei materiali e la visura dell'impresa.

L'impianto va fatto prima di massetti, intonaci e pitture, mai dopo. Se rifai anche bagno o cucina, l'elettricista lavora nella stessa fase degli altri impianti.

Serve una pratica?

Rifare l'impianto senza toccare muri e distribuzione degli spazi di solito non richiede una pratica in Comune. Se fa parte di una ristrutturazione più ampia, vale la pratica di quella, spesso una CILA. Dipende dal Comune e dall'intervento: va verificato prima di iniziare.

La dichiarazione di conformità invece serve sempre: la rilascia l'installatore abilitato a fine lavori, e senza di essa l'impianto non è in regola.

Un impianto nuovo ha sempre anche un progetto, che va allegato alla dichiarazione di conformità. In una casa normale lo prepara il responsabile tecnico dell'impresa. Se il contratto con il fornitore supera i 6 kW, o la casa i 400 m², deve firmarlo un ingegnere o un perito iscritto all'albo. Attenzione: se passi all'induzione o alla pompa di calore e alzi il contatore oltre i 6 kW, rientri in questo caso.

Detrazione e IVA

Il rifacimento dell'impianto può rientrare nella detrazione per le ristrutturazioni, se è un lavoro nuovo e non una semplice riparazione. Nel 2026 è il 50% per l'abitazione principale e il 36% per le altre case, su un massimo di 96.000 euro di spesa per casa, recuperati in dieci anni. Dal 2027 scende al 36% e al 30%.

Per averla devi pagare con il bonifico parlante, quello apposito per le detrazioni. Sui lavori in casa l'IVA è di regola al 10%. Prima di pagare il primo acconto, verifica con il commercialista che il tuo intervento rientri.

Errori comuni

  • Decidere i punti a tracce già fatte: ogni presa in più dopo vuol dire rompere di nuovo.
  • Mettere tutte le prese su una sola linea: un elettrodomestico guasto spegne mezza casa.
  • Passare all'induzione o alla pompa di calore senza controllare la potenza del contatore.
  • Confrontare preventivi che contano punti diversi, o uno con i ripristini e uno senza.
  • Pagare il saldo senza aver ricevuto la dichiarazione di conformità.

Domande frequenti

Come capisco se l'impianto va rifatto?

Segnali tipici sono un salvavita che scatta spesso, prese senza terra, cavi in stoffa o un quadro con i vecchi fusibili. Lo dice un elettricista dopo averlo visto: a volte basta adeguarlo.

Posso restare in casa durante i lavori?

È difficile: per giorni manca la corrente in alcune stanze e le tracce fanno polvere in tutta la casa. Chiedi all'impresa come organizza le fasi.

Servono le tracce o si può passare sui muri?

Le canaline esterne evitano le tracce e costano meno, ma si vedono. Si usano spesso in cantine e garage, meno nelle stanze in cui si vive.

Fonti: Edilizia.com – Progetto dell'impianto elettrico obbligatorio (DM 37/2008, art. 5); CEI – Guida agli impianti elettrici in bassa tensione; Ediltecnico – Bonus edilizi 2026 nella Legge di Bilancio; Lavoripubblici.it – IVA nelle ristrutturazioni 2026.

Informazioni generali, aggiornate al 13 ottobre 2026: bonus, aliquote e regole possono cambiare. Non sono una consulenza fiscale, tecnica o legale: prima di decidere, verifica il tuo caso con un tecnico o un commercialista.

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