Rinnovare il riscaldamento
Cambiare solo la caldaia richiede di solito uno o due giorni; rifare radiatori e tubazioni di un appartamento una o due settimane, da coordinare con pavimenti e muri. Lo fa un installatore abilitato, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità. Il costo dipende soprattutto dal generatore e da quanto della distribuzione si rifà.
Redazione DomusQuote, aggiornato il 9 ottobre 2026
- Costo indicativo
- 7.611 – 22.033 €, IVA esclusa
- Durata
- 1-2 giorni per la caldaia; 1-2 settimane con tubazioni e radiatori
- Pratica
- Di solito nessuna in Comune; la dichiarazione di conformità a fine lavori
- Chi lavora
- Idraulico abilitato (con certificato F-gas per la pompa di calore), impresa edile per tracce e ripristini
- Mandata: l'acqua calda dal generatore ai radiatori
- Ritorno: l'acqua raffreddata che torna al generatore
- Valvole termostatiche: una per radiatore, regolano ogni stanza
- Porta
- Finestra
- Impianto
- A radiatori, con mandata e ritorno
- Superficie
- 35 m²
- Disegno
- Schema in pianta, indicativo
Cosa comprende il lavoro
Un impianto di riscaldamento ha tre parti: il generatore che scalda l'acqua (caldaia, pompa di calore o un sistema ibrido), la distribuzione, cioè i tubi di mandata e di ritorno, e i terminali che scaldano le stanze (radiatori, termoarredi, pavimento radiante o ventilconvettori). A queste si aggiungono la regolazione, con il termostato e le valvole termostatiche, e lo scarico dei fumi se c'è una caldaia.
Non sempre si rifà tutto. Cambiare il generatore e montare le valvole termostatiche è un lavoro di pochi giorni. Rifare i tubi sotto traccia o passare al pavimento radiante coinvolge muri, massetti e pavimenti: conviene farlo quando si ristruttura comunque.
Lo stesso idraulico di solito rifà anche acqua e scarichi. Se in casa li rifai insieme, chiedili nello stesso preventivo.
Se cambi il generatore, chiedi che il preventivo comprenda anche la regolazione stanza per stanza, con valvole termostatiche o termostati di zona, e il trattamento dell'acqua dell'impianto. Di regola la legge le chiede, e senza il trattamento dell'acqua il produttore può negare la garanzia.
Quanto costa
7.611 – 22.033 €
Fascia di riferimento su 80 m², IVA esclusa, con i prezzi del catalogo DomusQuote, aggiornati al 9 ottobre 2026. È una stima, non un preventivo né un prezzario ufficiale. Le lavorazioni comprese, voce per voce.
Cosa sposta il conto più di tutto il resto:
- Il generatore. Caldaia a condensazione, pompa di calore, sistema ibrido: il prezzo cambia molto, e una pompa di calore rende al meglio con terminali a bassa temperatura.
- Radiatori o pavimento. Sostituire i radiatori è un lavoro, rifare la distribuzione con collettori o il riscaldamento a pavimento è un altro, che coinvolge massetti e pavimenti.
- La distribuzione. Rifare tubazioni di acqua e riscaldamento sotto traccia costa di più che sostituire solo quello che si vede; conviene farlo quando si rifanno comunque pavimenti e muri.
- Acqua calda e scarichi. Accumulo per l'acqua calda, addolcitore, scarichi nuovi: sono voci a parte, spesso decisive in una ristrutturazione.
I lavori, nell'ordine
- Sopralluogo e scelta del generatore, con un tecnico se passi alla pompa di calore.
- Scelta dei terminali e della loro posizione, stanza per stanza.
- Svuotamento dell'impianto e smontaggio di caldaia e radiatori vecchi.
- Tracce e nuove tubazioni, o il pavimento radiante con il suo massetto.
- Prova di tenuta dei tubi, prima di chiudere tracce e massetti.
- Ripristini di muri e pavimenti.
- Generatore, scarico dei fumi, radiatori con le valvole termostatiche, termostato.
- Lavaggio dei tubi e trattamento dell'acqua, con il filtro defangatore che trattiene i fanghi.
- Accensione, prova dell'impianto, dichiarazione di conformità e libretto.
Se cambi solo la caldaia, i passi si riducono allo smontaggio, al lavaggio dell'impianto, al montaggio della nuova con il suo scarico dei fumi e alla prova.
Serve una pratica?
Chi installa o modifica l'impianto rilascia a fine lavori la dichiarazione di conformità. L'impianto deve avere il libretto di impianto, che compila l'installatore. L'installatore registra anche l'impianto nel catasto regionale degli impianti termici: in Friuli Venezia Giulia è gestito da UCIT e all'impianto viene assegnata una targa. Da quel momento chi abita la casa risponde della manutenzione e dei controlli periodici di efficienza, da annotare sul libretto.
Per una caldaia di casa, sotto i 50 kW, il progetto lo prepara l'impresa e lo allega alla dichiarazione di conformità. Se cambi tipo di generatore, per esempio dalla caldaia alla pompa di calore, di regola serve anche una relazione tecnica sui consumi firmata da un tecnico. Per la sola sostituzione di una caldaia piccola spesso basta la dichiarazione di conformità: le regole cambiano da Regione a Regione, chiedilo al tecnico prima di firmare.
Se installi una pompa di calore, chi la monta deve essere iscritto al Registro F-gas e avere il certificato per i gas refrigeranti. Entro 30 giorni deve comunicare l'installazione alla Banca dati F-gas. Chiedi il numero di iscrizione insieme al preventivo.
Se i lavori fanno parte di una ristrutturazione più ampia, vale la pratica in Comune di quella, spesso una CILA. Dipende dal Comune e dall'intervento: va verificato prima di iniziare.
Nei condomini lo scarico dei fumi va di regola sopra il tetto. Lo scarico in facciata è ammesso solo in alcuni casi, per esempio quando si sostituisce una caldaia senza una canna fumaria adeguabile, e con una caldaia a condensazione. Lo verifica l'installatore sulla norma e sui regolamenti del Comune. Con l'amministratore controlla l'uso della canna fumaria comune e le regole del condominio.
Detrazioni e Conto Termico
Attenzione alle agevolazioni. Per i lavori dal 2025 al 2027, cambiare la caldaia con un'altra solo a gas non dà più diritto né all'ecobonus né al bonus ristrutturazioni. Sono ancora agevolati la pompa di calore, il sistema ibrido (pompa di calore più caldaia a condensazione) e i generatori a biomassa.
Nel 2026 l'ecobonus è il 50% per l'abitazione principale e il 36% per le altre case, recuperati in dieci anni. Sconto in fattura e cessione del credito non ci sono più. Per pompa di calore e ibrido puoi chiedere in alternativa il Conto Termico del GSE, un contributo pagato direttamente sul conto invece di una detrazione dalle tasse.
Per l'ecobonus servono la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori e il pagamento con bonifico parlante, quello apposito per le detrazioni. Verifica i requisiti con il tecnico o il commercialista prima di scegliere il generatore.
Errori comuni
- Scegliere una pompa di calore senza verificare che radiatori e casa lavorino bene a bassa temperatura.
- Cambiare la caldaia senza controllare lo scarico dei fumi: a una caldaia nuova il camino vecchio spesso non va bene.
- Montare una caldaia a gas contando su una detrazione che dal 2025 non c'è più.
- Rifare i pavimenti senza rifare i tubi che ci passano sotto, e romperli di nuovo dopo pochi anni.
- Chiudere tracce e massetti prima della prova di tenuta.
- Confrontare preventivi con generatori diversi come se fossero lo stesso lavoro.
Domande frequenti
A cosa servono le valvole termostatiche?
Regolano ogni radiatore sulla temperatura scelta per quella stanza e lo chiudono quando la stanza è calda. Sui radiatori nuovi si montano con la posa; si possono aggiungere anche su quelli che restano.
Conviene la pompa di calore o la caldaia?
Dipende dalla casa: isolamento, terminali e clima. La pompa di calore di solito costa di più all'acquisto e meno nell'uso, e rende meglio con il pavimento radiante o radiatori grandi. Con la pompa di calore spesso va aumentata la potenza del contatore. L'unità esterna deve rispettare le regole del condominio e i limiti di rumore verso i vicini. Serve una verifica del tecnico.
Posso tenere i radiatori vecchi?
Spesso sì, se sono in buono stato e scaldano bene le stanze: si puliscono e si montano le valvole termostatiche. Rifarli conviene quando si rifanno anche i tubi.
Fonti: Agenzia delle Entrate – Circolare 8/E del 19 giugno 2025 sui bonus edilizi; Ediltecnico – Bonus edilizi 2026 nella Legge di Bilancio; Regione FVG – Impianti termici: passaggio di competenze alla Regione; Camera di commercio di Firenze – Banca dati F-gas.
Informazioni generali, aggiornate al 9 ottobre 2026: bonus, aliquote e regole possono cambiare. Non sono una consulenza fiscale, tecnica o legale: prima di decidere, verifica il tuo caso con un tecnico o un commercialista.
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